Dogville
(titolo originale: Dogville, ovviamente)

Anno: 2003
Regia: Lars Von Trier
Cast: Nicole Kidman, Philip Baker Hall, una maniata di gangster cattivi e dei paesani


Mercoledì, prezzi ridotti. Stavolta, niente "quartetto delle meraviglie" al cinema. Tanto che mi hanno bollata come "traditrice", ma poco importa. Per una volta solo io in sala, senza il mio critico preferito: Sting1 (giuro che queste cose non me le sono scritte da solo...ndS) (Tsk era solo un gesto di gratitudine n.d.D) Comunque sia la scelta del film è ricaduta su Dogville, ma parliamoci chiaro, solo ed esclusivamente perchè c'era un'attrice come Nicole Kidman. Onestamente a parte Dogville non ho mai avuto la fortuna (o la sfortuna?) di vedere un lavoro di Trier quindi non posso fare paragoni con altre pellicole.

In ogni caso, questo è un film strano. Sei al cinema, guardi lo schermo e ti aspetti di vedere chissà cosa. Magari una maniero spettrale come in "The Others"... oppure scene con clamorosi effetti speciali alla "Matrix" e invece, non c'è nulla. Rimani lì impalato nella tua bella poltrona da 5 euro, a vedere un film dove non vi è nulla...diamine! Non c'è nemmeno una scenografia decente! Una porta qua e là (il tutto si mantiene per virtù dello Spirito Santo) un letto...una scrivania. Da come è impostato, sembra di vedere delle prove in un teatrino di serie B. Se si è attenti (cosa difficile, almeno all' inizio), dalle riprese fatte dall'alto si nota che Dogville non è altro che una grande lavagna con su scritte, rigorosamente col gessetto, le varie ubicazioni delle case dei protagonisti, per esempio "casa di Tom" e così via. Non ci sono pareti che delineano le case. Tutti possono vedere tutti lì a Dogville. Non ci sono segreti, almeno apparentemente.

Il film è suddiviso in 9 capitoli (e già questo non va bene, mi sa molto di Quentin Tarantino), una voce narra la vicenda ogni volta che inizia un nuovo capitolo. Dogville, Anni 30. In questo sperduto paesino di montagna, dove i cittadini esaltano i valori, arriva una forestiera in fuga da alcuni gangster, Grace (Nicole Kidman). Questa giovane e bella fanciulla viene aiutata da un ragazzotto del luogo, Tom. Dopo un'inizio felice, Dogville si trasforma in una cittadina piena di pazzi e maniaci. La povera Grace viene praticamente violentata (scena che nel cinema ha pure suscitato qualche risatina idiota...anche se in quel particolare momento, sembrava di vedere un film di Rocco Siffredi) prima da un rude contadino di nome Chuck, poi dal resto degli uomini del paese (escluso Tom. Poverino è l'unico che non riesce ad averla!)... praticamente una violenza infinita e gratuita. Il tutto condito nel finale da una Grace incatenata (catena lunga 1 km con tanto di optional pesanti 1 t) liberata poi dagli stessi gangster. Il finale rivelazione è la parte migliore del film, e non starò certo a raccontarvelo.

Per concludere direi che il voto finale è 6.5/10. La storia è scontata e la suddivisione in capitoli (ironica) è troppo alla Tarantino (come ho detto prima). Comunque il mix tra letteratura, teatro e cinema, almeno secondo il mio modesto parere, non può funzionare o almeno, col tempo, inizierà a stancare. Insomma, un film basta e avanza!

By DevilKla


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