Hero
(ovvero, Ying xiong)
Anno: 2002
Regia: Quentin Tarantino
Cast: Non ho mai visto così tanti musi gialli in vita mia, un intero esercito!
Ma come? Regia di Quentin Tarantino? Ci siete cascati anche voi, non è vero? La regia di questo film è di Yimou Zhang, ma tutti ormai sembrano credere il contrario. Dopo la tarantino-mania scoppiata con Kill Bill, un film presentato da Quentin può attirare molta gente al cinema. Cosa che può rivelarsi positiva, ma che ha anche i suoi aspetti negativi. La triade (per chi non lo sapesse è l'organizzazione malavitosa composta da K-MAN, DevilKla e il sottoscritto...) si reca in sala ed è già chiaro il livello del pubblico medio presente: ragazzini con le proprie fidanzatine che non sanno un cazzo del cinema orientale e che si aspettano un altro film di Tarantino pieno di sangue e frenetiche scene d'azione (alla Kill Bill vol.I, insomma).
Purtroppo fin dai primi minuti della proiezione la massiccia presenza di musi gialli sconvolge letteralmente il pubblico in sala. E così iniziano le risate di chi non distingue un attore da un altro ("ma questi giapponesi sono tutti uguali!"... State guardando un film cinese, idioti!) e di chi si perde nei dialoghi contenenti nomi ai quali il pubblico occidentale non è abituato.
La trama è semplice all'inizio. In una Cina divisa in sette regni, un eroe senza nome viene accolto dal Re del regno di Qin, per aver ucciso tre dei più suoi letali nemici (Cielo, Spada Spezzata e Neve che vola...Babbo Natale dov'è finito?). "Senza nome" racconta le sue gesta al re...e non vi anticipo nulla. La storia infatti subisce un'evoluzione quasi inaspettata, cosa che dona profondità alla pellicola e che rende interessante il tutto.
Il punto di forza di questo film è senza dubbio lo stile impressionante delle varie scene e dei combattimenti. Questi ultimi non stancano mai, essendo parte integrante del racconto che man mano prende corpo e rivela nuovi particolari. Ogni singola scena ha da insegnare qualcosa ad un secolo di cinema occidentale, difficilmente troverete qualcosa di simile in un film americano. La scelta dei colori è qualcosa di sensazionale e rende quasi monocromatica ogni scena: dal blu del combattimento iniziale, per poi passare al giallo della bellissima sfida tra le foglie autunnali, fino ad arrivare al verde dello scontro finale.
E così, mentre io noto la poesia di ogni singola inquadratura, la gente accanto a me nota i combattimenti che trascendono le regole della fisica classica. Cosa che può essere la traduzione di: "Azz, ma chist' pare Holly e Benji", tanto per farvi capire il livello del pubblico in sala.
C'è da aggiungere solo la valutazione finale. Un film dunque simile alla tigre e il dragone, ma a mio avviso molto più stilisticamente maturo. 10/10.