Ladykillers
(Ovvero, The Ladykillers... Finalmente un adattamento giusto!)
Anno: 2004
Regia: Fratelli Cohen
Cast: Tom Hanks, una negra cicciona, tanti altri negri ciccioni, un hitler cinese, uno che soffre di diarrea e una tirolese obesa bionda.
Ennesima serataccia da milanese medio estivo, 48 gradi all'ombra (di notte), l'unica speranza di sopravvivenza è legata al pinguino delonghi che sto abbracciando.
All'improvviso, la luce: nei cinema c'è l'aria condizionata! Così trascino mio padre al multisala excelsior per vedere questo remake di un famosissimo film britannico degli anni '50 che lanciò tra l'altro talenti come Peter Sellers e Sir Alec Guinness. Il film comincia con un paio di inquadrature pallose del Mississipi e già rabbrividisco all'idea di essere di fronte a un nuovo "Oh Brother, Where Art Thou?", ma dopo alcuni istanti devo già ricredermi.
Spegnete le sigarette, quella fastidiosa musica PIPPOP e non azzardatevi a dire parolacce, o la signora Munson vi sbatterà fuori di casa! Chi è la signora Munson? ma è quella cicciona (e negra perdipiù) che vi affitta la stanza e vi permette di provare col vostro gruppo in cantina, e voi non volete rinunciare al colpo del secolo, vero? Già, perchè la cantina della signora Munson è il punto di partenza ideale per scavare una galleria e rapinare il casinò galleggiante Bandit Queen; così il nostro Tom Hanks con una banda di squinternati al seguito (Un negro irriverente, un tecnico dinamitardo con problemi intestinali, un generale cinese coi baffetti alla hitler e un babbione giocatore di football) deve inventarsene di cotte e di crude per tenere buona l'anziana signora e coprire l'identità di quella che lei crede essere una banda di suonatori rinascimentali, mentre la gang scava il lungo tunnel verso gli uffici sotterranei del casinò.
L'interpretazione del due volte premio oscar è semplicemente MEFISTOFELICA: a parte il look alla Edgar Allan Poe, la parlata e la risata da uomo di cultura antica sono spettacolari, e anche i suoi comprimari non sono da meno (da notare inoltre un irriconoscibile Eddie Murphy direttore del coro gospel che appare solo per qualche manciata di secondi)
Insomma, tra Tom Hanks che si arrampica sugli specchi, gli attacchi di diarrea del tecnico e le sigarette semi inghiottite dal generale la storia scorre liscia e piacevolissima, e non manca di provocare grasse risate in occasione di alcune scene da annali del cinema (Ringrazio a proposito il gentile signore vestito con una tenda da pezzente strappata che mi copriva mezzo schermo con la sua testa di glande!)
Non aspettatevi dunque grandi morali o profonde riflessioni da questo film, che a mio parere è la commedia più riuscita della stagione e merita probabilmente un posticino nell'Olimpo delle migliori di sempre.
Fotografia eccezionale, musica calzantissima, regia ineccepibile: questo film si merita un bell'8.5
E ora fatemi tornare ad abbracciare il mio pinguino!
By Quaglia