La Passione di Cristo
(ovvero, The Passion...dite quello che volete, ma il titolo originale suona molto più figo)
Anno: 2004
Regia: Mel Ghìbso
Cast: Troppi italiani(tra cui, sfortunatamente Monica Bellucci e 'Lolita' Celentano per citare Dafne)
Eccomi finalmente all'anteprima mondiale di The Passion.Evvabè, meglio smetterla già da ora di sparare
cazzate visto che il film è già uscito da un paio di giorni, e per nostra sfortuna le prime proiezioni
erano già tutte prenotate. Imperterriti, noi, siamo riusciti ad accaparrarci dei posti entro il fine
settimana, e il grande critico (ovvero il sottoscritto) è ora in grado di commentare uno dei film più
chiacchierati della stagione. Accusata di antisemitismo, e di eccessiva violenza, la pellicola di Mel
Gisbon ha attirato molto l'attenzione in questi ultimi tempi.Così tanto da convincere il non-religioso
per eccellenza (parlo sempre di me stesso...è un vizio ormai) a recarsi al cinema per l'occasione.
La storia la conosciamo tutti, ed il film è incentrato sulle ultime ore di vita di Gesù Cristo, dalla
sua cattura, fino alla crocifissione, per poi mostrare pochi attimi della sua resurrezione. In effetti
dato il ristretto lasso di tempo che occupa la vicenda, il film scorre lento e solenne, concentrandosi
maggiormente sulle scene di violenza. Violenza che, come accade raramente, non è fine a se' stessa, ma
ci aiuta a comprendere meglio il messaggio finale del film, ovvero il sacrificio di Cristo per
l'umanità. E così già dai primi minuti vediamo Gesù che prende mazzate.Abituato al cinema Hollywodiano
fremo immaginando la scena madre in cui Cristo indossa degli occhiali neri specchiati e inizia anche
lui a menare di qua e di là, facendosi poi passare un paio di Uzi dal suo fedele compagno Morph...ahem
Pietro. Questo ovviamente non accade (ma va?!) e dobbiamo sorbirci quindi scene di violenza molto
forti in cui il nostro 'eroe' le prende, in questo caso più che mai, di santa ragione.Alcuni Flashback
ci riportano alla vita comune di quest'uomo, e fanno da contrasto alla brutalità dei massacri,
donando più emozione all'opera.
Il tutto è condito da dialoghi in aramaico e latino, sottotitolati. Ehssì, il film è interamente
parlato in queste due lingue, donando maggiore realismo a tutto (anche se il latino sembrava un po'
forzato). Non appena vedo la Bellucci sullo schermo, stringo i denti, ripensando a Matrix...
Fortunatamente parla poco anche in questo film...sono salvo, ancora una volta. Colgo l'occasione per
ringraziare il sosia di Che Guevara seduto davanti a me, che con il suo basco rendeva ancora più
emozionante la lettura dei sottotitoli, facendomi contorcere sulla poltrona per beccare le parole
centrali...Meno male che a metà film è sprofondato nella poltrona e non si è quasi più visto...
Un'altra figura importante di questa pellicola è il diavolo,in una rappresentazione molto particolare:
una donna, cinta da una tunica nera, senza sopracciglia, con una voce quasi maschile e che appare in
una scena con un bambino deforme in braccio.Anche la maledizione dei peccatori è rappresentata tramite
visioni raccapriccianti, che coinvolgono molto lo spettatore. Quindi, immagini molto forti, talvolta
accompagnate da un audio altrettanto curato (ad esempio nella scena della fustigazione pubblica c'è
un momento in cui si sentono soltanto lo schiocco delle fruste e il lamento di Gesù, rendendo muto
ogni altro suono, come il rumore dell'impatto delle fruste sulla pelle).
Per concludere, "The Passion" è un film ben riuscito, se non altro da vedere almeno una volta. Voto
finale: 9/10.