L'alba del giorno dopo
(ovvero, The day after tomorrow)
Anno: 2004
Regia: Roland Emmerich
Cast: Un bel po' di gente sconosciuta (che muore congelata)...però la ragazza co-protagonista era carina.
Non so perchè, ma sono i primi di Giugno e ieri pioveva abbondantemente...in più faceva anche abbastanza freddo...che ci sia un cambiamento climatico in corso, come nel film? Effettivamente all'uscita del cinema, dopo aver visto The Day After Tomorrow erano tutti un po' preoccupati. Persino la sosia di Monica Lewinsky che era seduta davanti a noi (e se fosse stata l'originale? Non mi stupirei, ormai tutti vengono al Med maxicinema solo per incontrare il sottoscritto) ha aperto l'ombrello con un po' di preoccupazione.
Inutile dire, questo è un film catastrofico. Quindi dimenticatevi trame profonde o recitazioni superbe, e aspettatevi invece tanto casino e parecchia gente morta. La trama è piuttosto semplice. Un esperto di paleometeorologiciaprestidirigirizirizzazione (o come si scrive) un giorno invece di farsi i fattacci suoi nota dei preoccupanti cambiamenti al clima del pianeta, e decide di avvertire le autorità (in)competenti (solito clichè dello scienziato che alla fine può vantarsi dicendo "ve l'avevo detto che sareste morti tutti quanti in seguito a una catastrofe, e invece eravate preoccupati a non "sprecare inutilmente" soldi per prevenire tutto ciò). Ovviamente nessuno se lo fila, e pian piano succede quello che il tizio in questione aveva previsto, in tempi ridottissimi (non potevano far durare il film 10mila anni...). Ovvero i ghiacci si sciolgono, l'equilibrio tra acqua dolce e acqua salata viene a mancare, tempeste e uragani devastano il pianeta, Berlusconi viene rieletto, e tutti, volenti o nolenti, si ritrovano in vacanza sulla neve.
Non mancano alcune mini-storie su cui si sofferma l'attenzione della pellicola, limitate principalmente ai componenti della famiglia dello scienziato. E così, il nostro eroe secchione non solo deve salvare l'umanità (tanto non può fare più nulla), ma deve pensare anche a suo figlio bloccato in una biblioteca di New York con tanta altra gente (tra cui un barbone NEGRO, che stranamente non muore!)
Gli effetti speciali, come in qualsiasi film di Emmerich, sono superbi,a parte forse la scena iniziale in Giappone che sembrava girata dietro casa mia con un po' di pezzi di ghiaccio del freezer (che bello sbrinare il frigorifero!)...Essi però non hanno preso il sopravvento, e hanno supportato la storia che non è passata affatto in secondo piano (o almeno questa è stata la mia impressione). Storia che, seppur drammatica, lasciava spazio ad umorismo e persino ad un po' di satira politica.
Non potevano mancare nemmeno i soliti simboli americani (c'era poco resto del mondo in questo film, a parte forse una bella inquadratura dell'italia tutta ghiacciata...brrr) devastati dalla forza della natura, come ad esempio la scritta Hollywood (nessuno l'aveva mai toccata prima o sbaglio?) e la povera statua della libertà che ne ha passate di cotte e di crude.
In sostanza si tratta di un piacevole film di intrattenimento a cui darei un bel 7.5/10.